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UTILIZZO DEGLI ELASTICI PER LA COSTRUZIONE DEI WORKOUTS DI MUSCOLAZIONE |
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Come ben noto in riferimento
alla seguente specifica classificazione, l'attività muscolare può essere di
tipo isometrico, isotonico, od isocinetico in funzione di un parametro ben
determinato che venga mantenuto costante in presenza di contrazione
muscolare. nell'attività isotonica vi è costanza del carico di
lavoro; nell'attività isocinetica la velocità di movimento viene
ad essere mantenuta costante ed invariata. L'attività di tipo isometrico è effettuabile facilmente con o senza l'utilizzo di apposite attrezzature, può essere praticata a corpo libero oppure utilizzando mezzi specifici o attrezzature appositamente realizzate, la sua utilizzazione ai fini atletici o riabilitativi è comunque limitata in funzione della bassa specificità in rapporto alle normali azioni motorie
dell'organismo umano e all'azione adattativa indotta dall'esercizio, che si
manifesta prevalentemente alle specifiche angolature articolari utilizzate. L'attività di tipo isotonico è
la più comunemente usata nelle attività di palestra, prevede l'utilizzo del
carico gravitazionale delle masse anatomiche nel corpo libero o l'utilizzo di
attrezzature specifiche a partire dai pesi liberi, come i manubri e i
bilancieri, fino ad arrivare ad attrezzature isotoniche più complesse e progettate
per mantenere la costanza del carico di lavoro. |
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La reale costanza di tale carico non è però quasi mai
rispettata a causa della variabilità delle leve muscolari durante il
movimento e dell'angolo di incidenza del carico gravitazionale. Alcune attrezzature
più costose utilizzano artifizi come carrucole, leve, alberi a camme, pompe
ad olio o ad aria compressa per ottimizzare il lavoro isotonico.
Ritornando alle esercitazioni
isotoniche, sicuramente le più utilizzate nei vari aspetti
delle attività motorie, è bene ricordare che oltre a rispettare raramente il
criterio di "isometricità" espongono spesso a rischi di carattere
traumatologico soprattutto in riferimento all'utilizzo dei pesi liberi e a
causa di due ordini di fattori. Il primo fattore di
rischio: -
è dato dalla possibilità che il carico di lavoro impostato risulti
eccessivo in un particolare momento di debolezza all'interno di una specifica
azione muscolare; -
debolezza che può essere fisiologica e conseguente ad un vettore
sfavorevole del carico gravitazionale; -
ad una leva svantaggiosa a causa della riduzione della massa muscolare
attivabili per la contrazione; -
debolezza patologica in tutta o solamente per una parte del movimento
eseguito; Il secondo fattore: -
è una conseguenza diretta della accelerazione della massa corporea e
dei pesi o masse esterne indotta direttamente dalla specifica azione motoria
o indirettamente per gravità durante la fase di recupero. In queste situazioni le masse in movimento possono essere soggetta ad
una brusca decelerazione finale obbligando ad un'improvvisa contrazione
eccentrica della muscolatura agonistica e antagonista e ad un sovraccarico da
stiramento della fase muscolare delle strutture legamentose tendinee con la
conseguenza di macrotraumi o microtraumi ripetuti. Solo l'utilizzo di
specifiche, complesse e costosa attrezzature di tipo isotonico come quelle
che utilizzano sistemi di ponte ad aria compressa possono minimizzare
l'entità di tali problematiche. La ricerca medico, sportiva e tecnica è quindi volta ad individuare
metodiche ed attrezzature che permettano da una parte di ottimizzare la
risposta adattativa all'esercizio fisico ma dall'altra di ridurre più
possibile gli inconvenienti secondari negativi, sia di ordine fisiologico che
patologico. La struttura di base è data dagli elastici in caucciù, ovvero per molti aspetti
l'uovo di Colombo dell'attività motoria riabilitativa e della preparazione
atletica. Il cuore dell'attrezzo è un tubolare di puro caucciù,
l'allungamento e stiramento di tale materiale elastico indotta dalla
contrazione muscolare determina un carico reattivo progressivamente crescente
e tanto più elevato è la sezione traversa del tubolare e quanto più elevato è
l'allungamento progressivo e proporzionale alla lunghezza di base del
tubolare stesso. Non si tratta quindi di un attrezzatura isotonica in quanto
il carico è progressivamente crescente e come diretta conseguenza
l'accelerazione del movimento viene fortemente limitata. Al termine
dell'azione motoria volontaria la decelerazione è rapida ma viene favorita
dalla forza elastica dell'attrezzo che pur non essendo neppure un attrezzo
isocinetico ne conserva comunque alcuni importanti vantaggi. Nel
contromovimento si verifica invece una progressiva riduzione del carico e ne
consegue una decelerazione progressiva, più agevole e con minimo sforzo
muscolare di tipo eccentrico. La possibilità di poter disporre di diverse sezioni dell'elastico che
siano facilmente individuabili da colorazioni diverse e di utilizzare
tubolari di diversa lunghezza permette una varietà di carichi e di
estendibilità praticamente infinita in rapporto alla possibilità di forza
muscolare esprimibile dall'organismo umano e di idonea capacità di escursione
in rapporto alla maggior parte delle azioni muscolari.
L'utilizzo degli elastici consente attraverso esercitazioni
appropriate il rafforzamento della muscolatura stabilizzatrice della spalla
che può essere ipotrofica o danneggiata, permette la stimolazione progressiva
dei singoli gruppi muscolari coinvolti da un eventuale processo infiammatorio
proteggendoli dai microtraumi da stiramento, infine rende possibile il
raggiungimento di un maggior equilibrio nella forza espressa da gruppi
muscolari agonistici rispetto a quelli antagonistici relativamente alle
differenti azioni motorie permesse dalla mobilità del cingolo
scapolo-omerale. Naturalmente, oltre ad una utilizzazione medico sportiva e
fisioterapica, l'attrezzatura consente anche un vero e proprio allenamento
sportivo, come una vera palestra in miniatura. È possibile costruire a
piacimento le proprie sedute di allenamento variando oltre al numero delle
serie e delle ripetizioni anche l'intensità del carico, l'escursione e la
velocità del movimento in modo da poter esercitare differenti fasci e
differenti fibre nell'ambito dello stesso gruppo muscolare. Tali qualità
rendono questo metodo di allenamento un utile complemento anche nell'attività
di body building e nella preparazione atletica della maggior parte delle
attività sportive, agonistiche o ludico-ricreative. Il bassissimo costo dell'attrezzatura, anche quando completa per un
utilizzo universale, la rende drammaticamente concorrenziale e vantaggiosa
nei confronti di qualsiasi altro mezzo allenante. |